il tappetino del bagno vicino all’ingresso

dic
2012
19

scritto da on ombelicale

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Io ho un gatto. Il mio gatto Camù si chiama come lo scrittore Albert, Camus, ne vado molto orgogliosa perciò lo dico spesso. E lo chiamo spesso per nome, per la stessa ragione. Il mio gatto Camù dorme con me ogni volta che dormo anch’io, o se anche non dormo ma mi copro con la copertina di pile, o mi stendo senza scarpe sul divano, o tiro su il cuscino e appoggio la schiena sul letto, Camù, il mio gatto, mi raggiunge e mi dorme vicino ed è felice.
Ogni notte Camù dorme con me incastonato come un gioiello sul cerchio delle mie gambe piegate, come dico spesso, ché ne vado orgogliosa, lui si incastona a pietra preziosa alle mie gambe e mi dorme vicino ed è felice.

Stasera al lavoro c’è stata una festa – nel ristorante in cui lavoro come cameriera – e ho finito molto tardi ché tutti parevano divertirsi, alla festa, e chi beveva e chi arrivava e chi brindava, s’è fatto tardi parecchio e quando sono rientrata Camù dormiva sul tappetino del bagno, che è il posto caldo più vicino all’ingresso, nel bagno. Non sul letto, o sul divano, o sui cuscini delle sedie in cucina, come quando io sono in casa insieme a lui, no, dormiva sul tappetino del bagno, il posto più vicino all’ingresso, nel bagno.

Camù mi aspettava.
Perché non c’ero, aspettava che arrivassi.
Per dormirmi vicino ed essere felice.

Sul tappetino del bagno che è il posto più vicino all’ingresso
io, come Camù, ci dormo da tempo.

E tu, a differenza di me
non sei arrivato mai.

 

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